L'ep Dieci dita è la colonna sonora adrenalinica per l'impresa Keep Brave di Paola Gianotti, che il 30 novembre 2014 ha stabilito il nuovo Guinness dei primati facendo il giro del mondo in bici.
Del singolo "Dieci dita" è stato realizzato il videoclip e la versione in spagnolo "Va y Viene".
Nell'ep sono presenti 4 tracce: "Dieci dita", "L'onda", "Come volevi tu", "Va y viene".

 

 

 

 

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  • “Sarò Libero!” contiene un sostanzioso estratto del concerto tenutosi al Teatro Giacosa di Ivrea il 24 aprile 2012. Un album carico di terra, tema caro a Zanotti e affrontato sempre da molti punti di vista: come origine, appartenenza, come frontiera e come casa. Poi l’amore, forza sotterranea che sostiene il mondo e, naturalmente, la libertà, grande interrogativo di tutti gli uomini. Canta della vita e dei suoi personaggi, delle conquiste, delle notti, delle scelte, del futuro in cui credono. Le canzoni di Fabrizio Zanotti scorrono una dopo l’altra, senza tempo: “E c’è una storia che ci piace ascoltare”, “La mia divisa”, “Olive da friggere forte”, “Poco di buono”, “Bandiera”, “Chini Marco”, “Il mare se bagna Milano”, “Matrioska”, “Musicalenta” per arrivare in fondo all’inno di “Se non ora quando?”. L’anima di ogni brano è sempre fedelmente voce e chitarra acustica che si espandono nei temi aerei di fisarmonica e pianoforte, sotto però vibrano le ritmiche, pulsazioni di una vita che scorre vorace e terrena, desiderosa di esprimersi. In certi momenti, le parole di Piero Calamandrei fioriscono tra le canzoni. Nonostante siano state pronunciate nel 1954, evocano fatti e storie che suonano attualissimi. “Anche noi amici, in questa età di nuove prigionie, bisogna cercare di intendersi col battito del cuore attraverso i muri che dividono il mondo…”. (“Il mondo migliorerà, siatene certi”, Ivrea 4 aprile 1954)

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  •  IL RAGNO NELLA STANZA (Storie di note, 2007) - Un viaggio che si compie fra ballate melodiche, testi ricercati, colpi di stile e rock fascinoso e sperimentale. Un alternarsi e mescolarsi di sonorità acustiche e contaminazioni elettroniche, in cui scorrono canzoni dal sound più morbido come “Facce di fango”, “Controvento”, e pezzi  come “Il ragno nella stanza” e “Barbara e il sesso”, più rockeggianti. Il cantautore piemontese scava nel quotidiano, nel suo lato oscuro, in quelle inquietudini e paure che si insinuano nella nostra mente come un ragno nella stanza, inducendoci a riflettere sui mille paradossi dell’odierna società.